SANGUE DI YOGURT

Pinketts è di nuovo tra noi. E l’uomo si fa verbo. Strabilianti, misteriose, le storie di Sangue di yogurt sono ambientate in quattro angoli del mondo differenti, dalla Francia all’America all’isola di Santa Mutanda, passando per l’Italia, sulle tracce di assassini seriali ma non solo. Storie di emarginati, orgogliosi di esserlo.
Chi uccide le “Miss Yogurt”? Per rispondere a questa domanda, due giornalisti col pelo sullo stomaco si imbattono nella corruzione della politica locale di un’immaginaria cittadina francese, scoprendo molto di più di quanto in verità cercassero. E molto di più di quanto il lettore possa anche soltanto immaginare…
In queste pagine, scritte con stile inconfondibile, si animano le vicende di personaggi grotteschi e inaspettati: star televisive, psicoanalisti-detective, ragazze che inseguono perdutamente il successo nonché fi gure da cartoon come paperi spavaldi e ricci à-porter. In un travolgente susseguirsi di vita, morte e ironia. Il tutto condito dalla straordinaria verve letteraria di uno scrittore decisamente fuori dagli schemi degli imbecilli.


LA CAPANNA DELLO ZIO ROM

Milano, novembre 2016: torna per l'ultima volta Lazzaro Santandrea e lo fa in grande stile. "Specialista delle resurrezioni", non è un tipo che se ne va: di solito arriva. Arriva al momento giusto. E anche in questo caso piomba nel bel mezzo degli eventi. O sono gli eventi a piombare su di lui, impegnato a innamorarsi di una ragazza dall'oscuro presente? Ossitocina ha i leggings e un cane, Lou Reed, addestrato a farle la spesa al supermercato. Per Lazzaro è un colpo di fulmine. Con conseguenze devastanti. Loden assassini, parka assetati di sangue, reggicalze letali, giacche da camera a gas esilarante: la cabina armadio di Pinketts è un guardaroba teatrale di lusso inventivo. E Lazzaro questa volta finirà coinvolto in un delirio senza precedenti, tra le fiere di Milano e la Fiera del Libro di Bucarest, con gemelli incendiari, latinisti allo sbaraglio e regolamenti di conti con le forchette di plastica, in compagnia di giornalisti d'assalto, mercenari vestiti da suora e vecchi amici orfani di guerra e di madre. Nella Capanna dello Zio Rom Pinketts ricrea la sua Milano nera e surreale divertendosi con lo stile inconfondibile di sempre: gioca con le parole come con i suoi personaggi e persino con i capitoli, facendoli litigare tra di loro. Nel corso di un mese dalla "vita breve ma intensa come James Dean", fatto di pomeriggi "corti come calzoni alla zuava", si addensa una vicenda ricchissima. E più le cose si complicano, più ci si immerge di gusto nella lettura, in sintonia con Lazzaro che, ricapitolando gli eventi, a un certo punto ammette: "Tutto ciò non puzzava. Profumava di guai".